

La via orientale dei forti di Genova
Da Forte S. Giuliano a Forte Ratti
AUTORE: Circolo Amici della Bicicletta - Genova
DIFFICOLTA’ : medio
PERCORRIBILITA’: tutto l'anno
LUNGHEZZA: 16 Km. andata e ritorno di cui circa 8 su sterrato, ciclabile al 90%
BICI CONSIGLIATE: Mountain Bike
TEMI DI INTERESSE: storico e naturalistico
BIBLIOGRAFIA e/o CARTOGRAFIA:
INFO: Circolo Amici della Bicicletta - Genova - e-mail: adbge@libero.it.
INTERMODALITA’: il punto di partenza e di arrivo dell'itinerario si trova a circa 2 Km. dalla stazione FS di Genova Brignole, servita da numerosissimi treni che espletano il servizio di trasporto bici, specialmente il sabato e festivi.
DESCRIZIONE: Si tratta di un percorso che congiunge la cinta fortificata cittadina di oriente. Si parte dal Forte di San Giuliano, sul mare, per arrivare a Forte Ratti - l'unico visitabile - a 560 m. di quota, raggiunto in soli 8 Km. Si incontrano quindi dislivelli di tutto rispetto che in alcuni punti impegnano il cicloescursionista, specialmente quando il fondo stradale è sconnesso.
Le fortificazioni che incontriamo, esterne alla cinta muraria seicentesca, sono tutte nate a seguito di eventi bellici culminati con gli assedi austriaci del 1746/7 e del 1800. Tali eventi avevano messo in evidenza la necessità di fortificare le colline orientali della città per una migliore opera di difesa.
La nostra pedalata parte dal lungomare di Corso Italia, nei pressi del Forte costiero di San Giuliano, finito di costruire nel 1832 e successivamente in parte demolito per far spazio al Corso. Il forte è tuttora zona militare essendo sede del Comando Provinciale dei Carabinieri. Il primo tratto della via orientale dei forti non è percorribile dal mare ai monti essendo interessato da numerosi sensi vietati, provvederemo pertanto a percorrerlo al ritorno.
Nel percorso di andata percorreremo quindi Corso Italia fino al Nuovo Lido, nei pressi del quale svolteremo a sinistra in Via Campanella, incominciando a salire, prima dolcemente, poi più decisamente su per la collina di Albaro. Giunti all'incrocio con Via De Gaspari si svolterà a sinistra per girare nuovamente a destra in salita per Via Guerrazzi. Si attraverserà Via Boselli e quindi sempre diritto si giungerà in Via Pisa che si percorrerà per un breve tratto sulla sinistra, si svolterà quindi a destra per Viale Gambaro che ci condurrà, prima in salita, poi in discesca, al Parco di Villa Gambaro. Contornando il muro di cinta del parco si prenderà in salita, piuttosto ripida, per Via Jenner. Arrivati in cima alla salita si percorrerà un piccolissimo tratto contro mano sulla sinistra (bici a spinta). Risaliti in sella si pedalerà in salita per Via Puggia. Quando il nostro sguardo spazierà sulla nostra sinistra potremo scorgere la sagoma del Forte di San Martino dietro un grosso edificio con due campanili. Tale forte, costruito tra il 1819 ed il 1831 sarà da noi avvicinato nel percorso di ritorno.
Al termine di Via Puggia svolteremo a destra nell'ultimo tratto di Via Padre Giovanni Semeria e qui ci immetteremo nella viabilità sempre caotica del quartiere di S. Martino. Attraversato l'incrocio, percorreremo in discesa Via Lagustena ed alzando lo sguardo di fronte a noi potremo già intravedere la sagoma di un terzo forte: quello di Santa Tecla. Giunti ad un bivio, dopo aver passato il ponte su Corso Europa, svolteremo a sinistra verso l'ingresso dell'Ospedale di S. Martino, che non verrà però raggiunto in quanto dovremo svoltare subito a destra - di fronte al bar latteria - nella ripidissima Salita Superiore di Santa Tecla (preparare un rapporto molto agile).
La Salita Superiore di S. Tecla, inizialmente asfaltata e poi mattonata e sconnessa, ci porterà non senza fatica all'omonimo Forte (180 m.), progettato nel 1747 ed utilizzato dai francesi nell'assedio austriaco del 1800. Dopo il Forte l'area urbanizzata della città si fa sempre più rada lasciando spazio alla macchia mediterranea ed a suoli degradati percorsi ripetutamente dagli incendi. Proseguendo sempre in salita per Via Camaldoli si raggiungerà, un po' su asfalto ed un po' su mattonata, Via Berghini nei pressi delle casette popolari di Camaldoli. Svoltando a destra nella percorreremo i suoi ultimi tornanti fino raggiungere la piazza capolinea del bus 67 di fronte al Collegio Don Orione (320 m.). La strada che ci porta al Collegio ci consentirà di spaziare con lo sguardo ad Occidente sulla linea fortificata principale della città. Potremo così scorgere, al di là della Val Bisagno e partendo dal mare: Forte Castellaccio, Forte Begato, Forte Sperone, Forte Puin, Forte Fratello Minore, Forte Diamante. In primo piano, dalla nostra parte della collina potremo invece scorgere Torre Quezzi, sito di importanza comunitaria in quanto vi vive il Tarantolino, un piccolo geco esclusivo dell'area tirrenica.
Dal Collegio Don Orione percorreremo sempre in salita la strada a fondo cementificato che ne contorna a destra il muro di cinta e quindi curvando a destra prende a salire verso Forte Richelieu e Forte Ratti, che si può scorgere in alto a sinistra sopra una cava. Terminato il tratto cementificato, si prosegue su sterrato trascurando il primo bivio sulla destra per prendere il secondo che con strada sempre sterrata ci porterà in salita, dapprima verso S, poi curvando a NE facendoci raggiungere Forte Richelieu (m. 415). Il Forte, incominciato a costruire dopo l'assedio del 1747 sorge in una posizione molto panoramica. Da qui si può spaziare con lo sguardo su tutta la città di centro - levante e sulla Valle Sturla. Si può notare che i versanti S delle colline sono ricoperti di macchia mediterranea con eriche, corbezzoli, mirti e piccoli lecci, mentre i versanti N risultano ricoperti da bosco misto di caducifoglie quali il frassino orniello, il carpino nero, la roverella, il castagno. Ci troviamo infatti, come in molte altre zone del genovesato sul confine fra due aree vegetazionali: quella mediterranea e quella continentale.
Dopo una meritata sosta per ammirare il panorama, Forte Richelieu potrà essere aggirato sulla sinistra per percorrere uno sterrato in salita che via via diventerà sempre più stretto fino ad assumere le caratteristiche di sentiero superando resti di batterie. Occorrerà mantenere sempre il sentiero sulla sinistra, poco sotto il crinale. Si giungerà quindi ad un sentiero molto più largo che torna indietro scendendo lungo il versante che abbiamo fin qui percorso. Il sentiero giungerà quindi sulla strada sterrata che avevamo abbandonato per salire a Forte Richelieu, la imboccheremo sulla destra. La strada termina alla cava abbandonata di Forte Ratti. Entrati nell'ampio pianoro della cava, lo percorreremo tenendoci sulla sinistra, superando delle costruzioni e giungendo alla fine della cava nei pressi di un cartello di pericolo caduta massi, imboccando un sentiero, in piano, ostruito da due massi. Il sentiero costellato qua e là da grosse pietre affioranti ci porterà ad un poggio (m. 380) dove ad un trivio prenderemo il sentiero in salita sulla destra che ci porterà a Forte Ratti. La nostra strada incomincia quindi ad addentrarsi nel bosco di castagni e roverella procedendo in diagonale verso N. Giunti poco sotto il Forte ci si immette in un altro sentiero che si prende sulla destra, puntando decisamente verso S, sempre in salita. Questo nuovo tracciato si immetterà a sua volta in uno più largo imboccato svoltando a sinistra fuori dal bosco (m. 503). Pedalando nuovamente verso N arriveremo con un ultimo sforzo al Forte Ratti (m. 560) realizzato tra il 1830 ed il 1840 dal Corpo del Genio del Regno Sardo, dove esistevano già delle fortificazioni minori. Il Forte è visitabile, ma in stato di completo abbandono. Volendo proseguire in bici ancora per qualche minuto si può attraversare l'ingresso del Forte e svoltando a sinistra raggiungere il terrapieno settentrionale dalle cui mura si gode un'incomparabile panorama a 360° sulla città di Genova, su tutti gli altri forti, sulla Val Bisagno e sulla Valle Sturla.
La via del ritorno sarà la stessa dell'andata con le sole eccezioni di poter evitare la salita a Forte Richelieu, percorrendo in discesa la strada sterrata che esce dalla ex cava e di percorrere il tracciato originale della via orientale dei forti tra il Forte S. Martino ed il Forte S. Giuliano. Le vie da percorrere saranno: Via P. G. Semeria, Via Del Forte San Martino (passa accanto al Forte), Via Montallegro in discesa fino all'incrocio con Via Monte Zovetto che si dovrà prendere sulla sinistra. Si dovrà quindi svoltare a destra al semaforo in Via Rodi e quindi nuovamente in Via Montallegro a sinistra. Giunti all'incrocio con Via Albaro si attraverserà quest'ultima per immettersi in Piazza Leopardi alla cui estremità si diparte Via Parini che dovremo percorrere finché non giungiamo al cospetto del retro del Forte di San Giuliano. Una breve scalinata ci porterà in Via Gobetti e da qui, attraversando al semaforo con bici a spinta, in Viale Sauro e quindi in Corso Italia da dove eravamo partiti.
ULTERIORI INFORMAZIONI:
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