"Un Paese è sviluppato non quando i poveri posseggono automobili, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette" Gustavo Petro, sindaco di Bogotà.

News dal ciclismo urbano

Genova, 3/3/2012. Le proposte degli ADB ai candidati sindaco di Genova.

 

ELEZIONI COMUNALI 2012

Piattaforma sulla ciclabilità per i Candidati Sindaco del Comune di Genova,

Il Circolo FIAB – Amici della Bicicletta, in accordo con altre associazioni e gruppi genovesi che si occupano di mobilità ciclabile urbana (Anemmu in bici a Zena, Bici al pesto) chiede che la ciclabilità diventi un tema rilevante nel programma di governo della città nel prossimo ciclo amministrativo.

Si chiede di considerare la ciclabilità come elemento strategico per il miglioramento della mobilità urbana, partendo da una maturazione culturale che consideri innanzitutto gli elementi positivi che la nostra città offre:

  • 30 km di territorio da Nervi a Voltri quasi del tutto pianeggiante
  • altri 30 km in piano lungo le valli Bisagno e Polcevera
  • la localizzazione in zone pianeggianti dei maggiori siti di interesse (aree produttive, portuali e direzionali, le stazioni ferroviarie, i poli universitari, fieristico e congressuale, le principali attrattive turistiche, …)
  • la presenza di ascensori e funicolari, che permettono di salire in quota e vivere i percorsi di molte delle zone collinari come delle comode discese
  • lo sviluppo della rete ferroviaria metropolitana che, congiuntamente all’uso della bici, permette di spostarsi agevolmente tra punti anche molto lontani della città

Chiediamo che il programma di governo della nostra città contenga i seguenti macro obiettivi:

1) organizzare la struttura interna del Comune al fine di sviluppare la ciclabilità

2) incrementare le infrastrutture per la ciclabilità urbana e la sicurezza per chi va in bici

3) sviluppare l'intermodalità tra bicicletta e Trasporto Pubblico Locale

4) promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto

All’interno di questi macro obiettivi, potranno essere sviluppate azioni specifiche, tra cui:

1) organizzare la struttura interna del Comune al fine di sviluppare la ciclabilità

affidare un mandato forte ad una struttura organizzativa per il raggiungimento degli obiettivi relativi alla ciclabilità, anche tramite il coordinamento di tutti gli attori che, all’interno dell’Amministrazione, si occupano direttamente o indirettamente della mobilità ciclabile.

In particolare la struttura dovrà essere coinvolta nell’esame di tutti i progetti in materia di urbanistica, mobilità e lavori pubblici, anche al fine della verifica di quanto previsto dall'art. 10 della legge n. 366 del 19 ottobre 1998, commi 1 e 2, circa la realizzazione di piste ciclabili per le strade di nuova costruzione e per quelle in manutenzione straordinaria.

Tale struttura potrà essere finanziata anche con la quota dei proventi dalle contravvenzioni.

La struttura dovrà portare alla redazione del Piano della ciclabilità, inserito organicamente nel Piano Urbano della Mobilità, comprensivo di:

    • dati sui flussi ciclistici e aspettative di piano; analisi
    • interventi di previsione
    • stima economica di spesa e piano dei finanziamenti
    • scala motivata delle priorità e dei tempi di realizzazione.
    • criteri standard per la riconoscibilità dei percorsi
    • revisione delle norme sull’uso della bici in città (corsie riservate, sensi unici) e del Regolamento di Polizia Municipale (modalità di sosta sia negli spazi pubblici che condominiali).

2) incrementare le infrastrutture per la ciclabilità urbana e la sicurezza per chi va in bici

  • Formare sulla base del Piano della Ciclabilità la Rete Primaria di percorsi ciclabili (30 km sulla costa + 30 km in Val Polcevera e Val Bisagno): un intervento ridotto al minimo ma che deve essere realizzato con percorsi veloci e sicuri di collegamento delle centralità locali, all’interno delle quali condividere la strada con pedoni, TPL e auto
  • Moderazione Traffico: oltre alle infrastrutture riservate alla bicicletta sono utili (ed indispensabili in molti casi) per sviluppare la mobilità ciclistica tutti gli interventi applicano i criteri di moderazione del traffico.
    Questi provvedimenti sono in primo luogo finalizzati ad intervenire sul traffico automobilistico privato, creando le condizioni fisiche per renderlo compatibile con le altre forme di mobilità (mezzi pubblici, ciclisti e pedoni) e con le diverse funzioni urbane, riducendo le possibilità di conflitto e dunque realizzando concretamente la coesistenza in sicurezza tra la mobilità motorizzata e le altre.

Alla luce di quanto sopra sono particolarmente utili tutti gli interventi tesi a ridurre/rallentare il traffico, tra cui:

    • pedonalizzazioni
    • zone a traffico limitato, strade e zone con limite di velocità a 30 chilometri all’ora, strade e zone residenziali
    • ristrutturazione e ridisegno delle sedi stradali
  • Cicloposteggi: redigere un piano dei cicloposteggi, individuando in particolare quelli da collocare in corrispondenza delle stazioni e degli uffici pubblici.

Adibire a cicloposteggi per il centro storico dei locali protetti su modello di quanto fatto per la raccolta di Amiu.

3) sviluppare l'intermodalita' tra bicicletta e Trasporto Pubblico Locale

  • Abolizione (come già avvenuto per la rete FS grazie all’azione di Regione Liguria e del Circolo AdB) del pagamento del biglietto bici sui mezzi speciali AMT (funicolari, ascensori, nave bus): in alternativa potranno essere previste delle politiche di incentivazione e fidelizzazione all’uso combinato della bici con il TPL, quali la gratuità del trasporto bici per gli abbonati AMT, o un “abbonamento bici” a prezzo agevolato.
  • Possibilità di tariffe giornaliere e settimanali del Bike sharing per migliorare l’offerta turistica.
  • Collaborazione con le Società di gestione delle stazioni FS per:
    • rendere più facile l'accesso per le biciclette nelle stazioni e sui treni e prevedere l’installazione di cicloposteggi.
    • attivare all'interno o presso la stazione un "Punto bici" con funzione di deposito, riparazione, affitto biciclette e punto informativo.
    • Nuovi impianti per il trasporto pubblico: rendere obbligatorie soluzioni per il trasporto biciclette nei nuovi mezzi ed impianti di trasporto pubblico (ascensori, funicolari, autobus)

4) Promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto

  • Formazione del personale dell’Amministrazione sulla mobilità ciclabile: favorire la crescita di una maggior conoscenza della materia da parte dei dipendenti comunali. Questo anche al fine di incrementare le possibilità di accedere a co-finanziamenti derivanti dalla programmazione regionale, nazionale e comunitaria;
  • Incentivare l’uso della bici di servizio da parte dei dipendenti comunali, in particolare dei vigili urbani
  • Sensibilizzare la popolazione e le autorità: promuovere l’immagine della bicicletta come mezzo di trasporto e “status symbol” della libertà, oltreché mezzo ecologico, attraverso:
    • campagne educative (anche nelle scuole) per la promozione dell’uso della bicicletta in città e per la dissuasione dall’uso della vettura privata, anche attraverso adesioni ad iniziative nazionali ed europee quali la Mobility Week e La Giornata Nazionale della Bicicletta.
    • azioni per lo sviluppo dell’uso della bici nei tragitti casa-scuola e casa-lavoro (attraverso i mobility manager aziendali e scolastici), con incentivi per chi usa la bicicletta;
    • integrazione delle campagne sulla sicurezza stradale, rivolta a bambini e ragazzi, con moduli dedicati all’utenza debole e all’uso della bicicletta
  • Promuovere analisi sugli usi e le aspettative dei ciclisti urbani
  • Accordi con Commercianti e CIV per dare la possibilità di installare cicloposteggi senza il pagamento degli oneri di occupazione suolo, concordando le modalità con il Comune mediante una procedura semplificata.
  • Favorire l’utilizzo della bici per servizi logistici e di distribuzione commerciale anche agevolando le piccole imprese che si stanno formando nel settore.

 

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